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C’era una volta un sito web

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C’era una volta un sito web… In un mondo fatto solamente di reti digitali, capaci di interconnettere miliardi di contenuti web tra loro, la facevano da padrone funnel di marketing e landing page. Questi strumenti, ormai, avevano sempre di più la sensazione di aver mandato in pensione il vecchio sito web. Tuttavia, in questo immenso dominio incontrastato, c’era anche la presenza di un piccolo sito web, racchiuso in uno spazio nella rete stretto ed angusto.

Nessuno lo conosceva e, quei pochi utenti che lo incontravano, lo schernivano dicendogli:

  • “Se fossi il mio sito non farei altro che chiuderti in un meandro oscuro di Matrix, dove nemmeno Neo possa riuscire mai a trovarti”
  • “Guarda che sito orrendo. Quello creato da mio figlio di 6 anni è molto più concreto ed efficace!”
  • ”Se tu fossi il mio sito, potrei solo che vergognarmi per quanto sei irrilevante”.

E così, ecco che il sito in questione si sentiva sempre più emarginato, esposto a cattiverie inutili, capaci di farlo sentire sempre più discriminato e senza visite.

Il sito web era ormai costretto al buio del web più profondo…

…Nessuno più lo visitava da tempo. Tuttavia, un giorno, il suo creatore, guardando i dati analitici e volendo capire il perché non riuscisse a generare traffico giunse ad una conclusione: questo sito ha bisogno di esser visto da un consulente web marketing!

Fissato un appuntamento con un esperto delle dinamiche digitali, venne subito al dunque: “Perché il mio sito non funziona?”

Il consulente capì subito il suo sconforto, recepì il suo dolore e subito trovò il modo di dargli nuove speranze.

Gli disse: “Può sembrare scontato dire che questo sito non funziona perché è brutto e difficile da navigare. Inoltre, può sembrare altrettanto scontato dire che l’utente vive un’esperienza pessima navigando le sue pagine, MA DOPO IL MIO RESTYLING questo sito non sembrerà più lo stesso!

Io progetto siti web e so come dargli nuova linfa. Troverò nuovi modi di creare contenuti interessanti, riuscirò a coinvolgere gli utenti riuscendo a generare decine e decine di contatti mensili.

Inizierò con il capire come far navigare gli utenti all’interno delle pagine, per farli arrivare al contatto in due, al massimo tre click. Troverò, attraverso un’analisi della User Experience, il modo di rendere semplice e piacevole la navigazione tra le diverse pagine che lo compongono.

Infine, questione non affatto secondaria, essendo io un consulente esperto SEO renderò il tuo sito altamente visibile con un buon posizionamento nei motori di ricerca. Lo farò attraverso azioni integrate, fatte di attività SEO, Advertising e l’utilizzo consapevole di canali social. Insomma, nel giro di qualche mese, il tuo sito vedrà nuova vita e tornerà a sorridere!”

Il padrone del sito pensò a ciò che il consulente ebbe a dirgli. Dopo un attimo di silenzio, finalmente rispose:

Sono felice di aver trovato un professionista…

“Finalmente ho trovato qualcuno che possa davvero aiutarmi a risollevare le sorti del sito web. Sono consapevole che su internet le informazioni viaggiano veloci e rimangono per sempre, ma proprio per questo ho bisogno di non sbagliare ancora. Non posso permettere alla mia azienda di fallire”.

Il consulente gli rispose: “Vedrai che non fallirai. Anche se sei un piccolo pesce nel grande mare del web, io so come renderti appetibile agli occhi degli utenti. Saprò raccontare la tua storia e, soprattutto, ti dimostrerò che, su internet, anche i piccoli commercianti possono competere con le grandi realtà aziendali presenti in rete.”

Finalmente, dopo queste parole il creatore del sito web si sentì rincuorato e capì di dover dare fiducia al consulente web di fronte a lui.

Il professionista del web si mise subito a lavoro. Dopo pochi giorni il sito aveva già un aspetto nuovo. Si sentiva rinato, aveva una nuova forza, un qualcosa che lo rendeva splendido ed interessante agli occhi di tutti.

Dopo già tre mesi, dall’inizio dei lavori, il sito iniziava a essere visibile nei motori di ricerca. I social parlavano di lui ed anche i migliori blogger davano voce che qualcosa era cambiato all’interno delle sue pagine.

Finalmente, iniziarono ad arrivare i primi contatti utili

I contatti portarono nuova vitalità al sito, ma soprattutto nuove risorse economiche all’azienda che il sito web rappresentava.

Il padrone del sito era pienamente soddisfatto di aver scelto un consulente web capace e professionista. Vedeva crescere il suo sito di giorno in giorno.

Il sito, finalmente, era felice di rappresentare la sua azienda e nessuno mai avrebbe più potuto spodestarlo dal suo trono di re del commercio, conferitogli dal suo proprietario.

Questa piccola storiella rappresenta il desiderio di rivalsa del sito web da chi dice che non funziona più. Fortunatamente, rispetto a ciò che in molti affermano, i siti web sono ancora l’asse portante della rete.

Su internet ci sono oltre un miliardo e mezzo di siti web (https://www.internetlivestats.com/), visitati da miliardi di utenti mensili. Il più popolare tra i CMS Open Source, WordPress (https://it.wordpress.com/activity/), dichiara che soltanto nella sua rete di blog vengono visualizzate oltre 20 miliardi di pagine al mese da oltre 400 milioni di persone.

Da questi numeri impressionanti si può capire che i siti web sono realmente la spina dorsale di internet. Dunque, Tu sei pronto a divulgare la tua storia, il brand ed il tuo business online? Se la tua risposta è sì, mettiti alla ricerca di un buon consulente web.

Ti auguro di trovare un vero professionista e di rimanere soddisfatto come il proprietario del sito della storiella che ti ho raccontato.

Aumentare le vendite online? Vi spiego come fare

Vendite online

La domanda è sempre la stessa: come fare ad aumentare la propria vendita online e quindi incrementare il fatturato?

Tutti coloro che si trovano a gestire un negozio online, quindi tutti i titolari di un e-commerce, hanno l’obiettivo di aumentare le proprie vendite il più possibile.
E’ una domanda che mi sono posto spesso anche io all’inizio della mia carriera.
Ho cercato risposte, spesso non trovandole, ho sperimentato tutti i metodi che mi sono stati proposti e alla fine, sono riuscito ad incrementare la mia vendita online.
Adesso vediamo nel dettaglio come ci sono riuscito.

Incrementare le vendite online: 5 metodi e strategie efficaci

Ci sono due modi per incrementare vendita online: affidarsi a professionisti del settore, come Italiaonline, che attraverso il lavoro di un team di professionisti aiutano le aziende ad incrementare le proprie vendite sia sul territorio nazionale che all’estero, oppure, come ho fatto io, farlo autonomamente.
Le strategie che ho messo in atto per incrementare la mia vendita online sono le seguenti:

  • Ho aggiunto un blog al mio e-commerce: questa mossa mi si è rilevata decisiva, in quanto attraverso il mio blog riuscivo ad intercettare il target di riferimento, conoscendo quindi le esigenze di ogni utente. Un blog che si rispetti deve ad ogni modo rispettare tutti i parametri SEO e includere articoli ottimizzati.
  • Ho creato dei canali sui social network: i social possono rivelarsi un ottimo strumento, in grado di aumentare il fatturato della nostra vendita online. Il mio consiglio, è quello di scegliere però, il social più adatto alle vostre esigenze, in quanto essere presenti su tutti i social richiede risorse non indifferenti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista temporale. Io personalmente, ho ottimizzato la mia quantità di vendite attraverso Instagram, che mi sento di consigliare a tutti voi, perchè è in grado di offrire la possibilità di condividere qualsiasi cosa con i propri follower e clienti e permette inoltre la sponsorizzazione dei post.
  • Ho migliorato la presentazione dei prodotti: bisogna sempre mostrare al meglio i vantaggi che il prodotto che stiamo vendendo è in grado di offrire. È possibile fare ciò anche attraverso l’utilizzo di immagini o video che ne mettano bene in mostra le caratteristiche e le funzionalità. Il testo comunque deve essere redatto adeguatamente, scegliendo le parole più adatte.
  • Ho ampliato la scelta dei metodi di pagamento: non tutti i clienti possono o preferiscono pagare allo stesso modo. Ecco perché se vuoi essere certo di non perdere nessun cliente devi offrire loro la possibilità di pagare in qualunque modo loro vogliano. Facendo il contrario, si rischia di spianare la strada alla concorrenza. Bisogna quindi adeguarsi al mercato, anche sotto questo punto di vista.
  • Ho indicato il piano più popolare: alla gente piace fare cose che piacciono agli altri.
    Questo è un semplice principio psicologico, ma funziona esattamente così. In sostanza, le persone vedono un corpo di persone simili come esperti su un argomento.
    Questo è il motivo per cui gli esperti di marketing o le pubblicità usano costantemente frasi come “il marchio numero 1 in America” ​​o “raccomandato dalla maggior parte dei medici”.
    Queste dichiarazioni aggiungono prove sociali al prodotto e influenzano le decisioni che prendiamo. Ci danno anche un senso di comunità con le nostre scelte. Abbiamo meno probabilità di prendere una decisione sbagliata, ragioniamo, se altri hanno scelto la stessa cosa prima di noi.
    Per sfruttare questo effetto a tuo vantaggio, dovresti scegliere il piano o l’opzione più popolari nella tua pagina dei prezzi. Non abbiate paura di promuoverlo pesantemente.

Sia che tu decida di affidarti ad esperti del settore, sia che tu decida di curare autonomamente il tuo marketing cerando di aumentare le vendite on line, le azioni da porre in essere sono pressoché le stesse. A fare la differenza è la certezza del risultato in cambio di un corrispettivo, se si sceglie di affidarsi ad esperti in marketing; oppure un grande impegno temporale in cambio di un risparmio economico ma con un risultato non garantito, se si sceglie di fare tutto autonomamente.

Vi svelo come sedurre un uomo

Come sedurre un uomo

Oggi voglio parlare a tutte le donne che si sentono brutte e goffe, per dir loro che non devono buttarsi giù e che ognuna ha sicuramente quel lato femminile nascosto sul quale potere contare. Bisogna solamente tirare fuori le unghie, la grinta e farlo venire a galla per capire come sedurre un uomo.

Quando ero giovanissima e uscivo col mio gruppo di amiche, tutte alte, magre, con uno stacco di gamba che a me sembrava infinito – dato la mia statura minuta che a stento raggiunge il metro e sessanta – mi sembrava di essere il piccolo anatroccolo in mezzo ad un branco di cigni. A volte mi vergognavo così tanto che cercavo di rimanermene in disparte in modo che nessuno mi si avvicinasse e pensavo che non sarei mai riuscita a sentirmi bene nel mio corpo.

Poi una sera accadde quella che definisco ancora oggi una magia: mentre sono impegnata con le mie amiche in una conversazione da bar, mi viene incontro un ragazzo, molto carino, che si presenta perchè vuole conoscermi. Si avvicina a me! Cioè, dico proprio a me, nonostante fossi stata la più piccola e – secondo la mia testa – la meno attraente di tutto il gruppo. Beh, non ci crederete, ma questo episodio è riuscito a farmi ritrovare la fiducia che mi mancava e a farmi sentire finalmente desiderata. La relazione con questo ragazzo non è durata all’infinito, ma è stata talmente appagante che dopo quell’incontro la mia vita è totalmente cambiata.

Innanzitutto, ho iniziato a fregarmene della mia “bassezza” e ho cercato di sopperire al difetto con qualche centimetro di tacco. Da quando ho smesso di vivere la statura come un complesso, il problema è improvvisamente sparito. Mi rendevo conto che ero soltanto io a vederlo come un handicap e che, invece, per gli uomini non era affatto un limite, anzi li faceva sentire più dominanti (cosa che ogni uomo desidera pensare…). Ho cambiato modo di vestire, di camminare, di gesticolare, il tutto in maniera quasi naturale. Il fatto di sentirmi finalmente a mio agio, aveva liberato la mia vera essenza femminile e questo lo notavano tutti.

Partendo dall’esperienza della mia rinascita, dovete credermi quando dico che ogni donna può diventare, se lo vuole, una vera e grande seduttrice di uomini. Se non siete ancora convinte, provate ad attuare alcune delle tecniche per sedurre un uomo. Vedrete che ne rimarrete talmente entusiaste da volerlo provare e riprovare, e poi provare ancora, perché anche a noi donne la parte della cacciatrice non dispiace affatto.

Come sedurre un uomo con lo sguardo

Dunque, iniziamo da una delle cose fondamentali da mettere in atto per capire come sedurre un uomo: lo sguardo. Avrete sicuramente sentito parlare del linguaggio non verbale e della sua potente efficacia. Che uno sguardo valga più di mille parole non è soltanto un detto. Moltissimi animali si parlano solo con gli occhi e con i movimenti del proprio corpo e noi, non dimentichiamolo, discendiamo dagli animali. Chi si interfaccia con i bambini sa benissimo come si possa essere in grado di comunicare anche senza l’uso della parola. Ecco, dovete comportarvi allo stesso modo. Se volete sedurre un uomo, non staccategli mai gli occhi di dosso. Mantenete per tutta la sera il contatto visivo con lui, in modo che si senta continuamente osservato. Questo, se da un lato potrebbe metterlo in imbarazzo, dall’altro lo farà sentire sicuramente desiderato e sarà segno principale del vostro interessamento nei suoi confronti.

Come sedurre un uomo scegliendo l’abito giusto

L’abito fa il monaco, se il vostro scopo è conquistare il vero maschio che c’è dentro ogni uomo. Questo non vuol dire che dovete vestirvi come Jessica Rabbit per attirare l’attenzione, ma che sicuramente dovete scegliere gli abiti che maggiormente riescano a valorizzare le vostre forme. Capiamoci meglio:

  • Se avete un bel seno non dovete vergognarvi a metterlo in mostra con un seducente décolleté, arricchendo magari il girocollo con una luccicosa collana che attiri ancor di più l’attenzione sul vostro punto forte;
  • Il tacco è sempre l’elemento più sexy che una donna possa indossare e non fatevi problemi se avete il polpaccio importante o la caviglia grossa. Sono tutti dettagli superficiali che sfuggono alla vista di un uomo, il quale non appena vede una scarpa col tacco inizia subito ad andare in fibrillazione, soprattutto se le gambe sono ben visibili ed accavallate in modo sensuale.

Come sedurre un uomo con l’atteggiamento giusto

Altra cosa fondamentale per sedurre un uomo è quella di stabilire inizialmente dei piccoli contatti fisici. Non dovete saltargli al collo tutto di un botto, perché questo potrebbe addirittura imbarazzarlo e farlo partire in ritirata (non ci crederete ma gli uomini sono molto più timidi di quanto vogliano farci sembrare). Dovete, al contrario, cercare di creare un piccolo legame con lui, toccandolo discretamente con nonchalance, magari nel corso di una conversazione, per fargli desiderare la vostra vicinanza. Un ottimo metodo per entrare in profonda empatia con una persona è poi quella dello specchio riflesso: il tutto consiste nell’imitare gli atteggiamenti di chi si ha davanti. Se lui si tocca i capelli, fatelo anche voi. Se piega la testa verso la spalla, fatelo anche voi. Se allunga una mano verso il centro del tavolo, fatelo anche voi. Può sembrare incredibile, ma è uno dei modi più diretti ed efficaci per entrare in stretto contatto corporale.

E poi ci sono i complimenti, quelli che fanno sciogliere chiunque li riceva e non credete che non accada lo stesso anche nel pubblico maschile. I nostri ometti sono vanitosi e sensibili – nel loro io profondo – tanto quanto noi, per cui per sedurre un uomo a volte basta anche un singolo complimento fatto bene e al momento giusto per vederlo cadere ai vostri piedi come un pero cotto. Forza, che aspettate. Correte a sedurre la vostra preda!

Ecco come mia mamma mi ha insegnato a togliere le macchie di vino

Togliere macchie di vino

Quando ero giovane, ve lo confesso, ero una vera e propria sfaticata. Non facevo altro che trascorrere un sacco di tempo nella mia stanza ad ascoltare musica e guardare film romantici in televisione. Il resto dell’appartamento dei miei genitori, ad eccezione del bagno per forze maggiori, sembrava quasi essermi sconosciuto, poichè trascorrevo tutte le ore della giornata che passavo a casa rinchiusa nelle pareti della mia cameretta a sognare storie romantiche con i miei cantanti preferiti e a conversare al telefono per ore ed ore con le mie amiche di scuola.

Non volevo aiutare nei lavori domestici, non mi occupavo di preparare la cena, non partecipavo alla vita di casa e non mi interessava avere rapporti con nessun altro membro della famiglia. Ero totalmente un’adolescente asociale, ora posso tranquillamente ammetterlo, che faceva impazzire chiunque le capitasse a tiro.

Eh povera la mia mamma, che tutti i giorni cercava di tirarmi fuori da quella situazione, per spingermi a vivere una vita ricca di contatti “veri” e di relazioni sociali. Quando diventerai grande – mi diceva – chi ti sposerà se non sarai nemmeno in grado di cucinare un piatto di pasta? Oggi se ci penso mi viene ancora da ridere, mentre invece allora quelle frasi mi facevano veramente imbestialire.

Crescendo per fortuna si cambia, ci si trasforma, ma soprattutto si diventa molto più responsabili ed anche se in passato si è stati delle teste calde, negli anni si può ritrovare il giusto equilibrio che non fa propriamente parte del periodo di transizione da bambini ad adulti. Una cosa, però, la posso confermare ed è che tutti gli insegnamenti delle nostre mamme, anche se mentre ce li danno sembrano entrarci da un orecchio ed uscire dall’altro, restano invece ben radicati nelle nostre menti, quasi come i pesci quando sono intrappolati nella rete e, credetemi, da lì non si spostano, mai.

Una, ad esempio, delle cose che mi ha insegnato mia mamma e che mi è tornata molto utile nella vita da adulta di tutti i giorni è come togliere le macchie di vino dai vestiti. Quando me lo spiegava, in quel momento, mi sembrava una cosa così inutile e banale, ma vi assicuro che il giorno in cui facevo la cameriera in un locale qua a Verona e, per distrazione, ho rovesciato addosso ad un cliente tutto un bicchiere di vino rosso non ne sarei uscita viva se non mi fossi appellata alla lezione di mia madre. Ora svelo il trucco anche a voi, chissà mai doveste trovarvi in una simile situazione.

Per togliere le macchie di vino ci sono vari rimedi da poter utilizzare a seconda delle situazioni e della gravità della cosa. Innanzitutto, se si tratta ad esempio di piccole macchioline che sono schizzate sugli abiti mentre si è a pranzo o a cena fuori, si può correre ai ripari versando sulle macchie un pò di acqua frizzante e strofinando con delicatezza il tessuto. In questo modo, quando si procederà poi a casa o in lavanderia al lavaggio, la macchia scomparirà con estrema facilità e senza lasciare alcuna traccia di aloni.

Se, invece, vi siete sporcati i vestiti ma le macchie di vino rosso si sono ormai già asciugate, provate a stendere sulle stesse un velo di dentifricio e lasciate agire per qualche ora prima di procedere al lavaggio. Mi raccomando, però, di non farlo sui capi troppo delicati per rischiereste di rovinarli e non usate dentifrici sbiancanti perché potreste ottenere un effetto quasi candeggiante sui tessuti.

Un altro metodo molto efficace per rimuovere le macchie di vino è utilizzare il sapone di marsiglia. Se vi sporcate in casa, potete inumidire la parte sulla quale è stato versato per sbaglio il liquido e passarci sopra il panetto di sapone. Altro che moderni togli macchia! Il classico sapone di marsiglia che utilizzava la mamma e che lasciava quell’inconfondibile profumo di pulito non passerà mai di moda.

Pensate che non mi dimenticherò mai quella volta che ero al pranzo di Natale dalla nonna con tutti i parenti – una delle poche occasioni alle quale ero costretta a presenziare – e che per rispondere al cellulare avevo fatto accidentalmente cadere la bottiglia di vino sulla tavola apparecchiata elegantemente per la festa. Pensavo di morire! Volevo quasi sotterrarmi da sola sotto la sedia perché già immaginavo le risate che sarebbero scaturite nel giro di pochi secondi. Invece mia mamma, mantenendo un totale aplomb, versò immediatamente del sale grosso sulla tovaglia per fare assorbire il vino ed eliminare le macchie. La tovaglia non tornò a risplendere ma fortunatamente la macchia diminuì parecchio e potemmo pranzare in tutta tranquillità, anche perché al primo lavaggio le tracce del mio danno sparirono senza problemi.

Mia mamma era davvero eccezionale nei rimedi casalinghi e pensate che, pur se non volevo, è riuscita a tramandarmi tutti i suoi trucchetti, che ora sto sperimentando nella mia casa ogni volta che faccio qualche disastro. L’altra sera ad esempio ero comodamente seduta sul divano a sorseggiare un calice di Bardolino e, toh, non mi va a cadere proprio sul tappeto?!… Che rabbia. Per fortuna mi ricordavo che per eliminare le macchie di vino dai tappeti mia madre gettava sopra del bicarbonato e lasciava agire per qualche ora. Poi con una spazzola, spolverava il tutto e quasi per magia la macchia spariva. Stavo quasi per disperarmi per il mio nuovo tappeto ma per fortuna con i consigli della mamma sono riuscita a togliere le macchie di vino con facilità.

Se anche voi siete, dunque, amanti del vino ma a volte un pò distratti, non preoccupatevi più di tanto. Ci sono dei rimedi naturali per rimuovere le macchie di vino veramente efficaci e fra l’altro economici, che sicuramente anche le vostre mamme conoscono molto bene

Come ho fatto per tonificare il corpo e i muscoli

Tonificare il corpo

C’è stato un momento della mia vita durante il quale ho attraversato un periodo veramente nero. A volte quando si parla di depressione non ci si rende conto, se non la si è passata, quanto realmente può essere distruttiva per la mente e per il corpo. Mio marito mi aveva appena lasciata per una ragazza più giovane ed io ero rimasta talmente addolorata dal distacco che non riuscivo più a prendermi cura di me stessa.

Tutti mi dicevano di cambiare capitolo, di provare a superare il dolore e di tornare a sorridere ma io ogni giorno mi lasciavo andare sempre di più. Non andavo più dalla parrucchiera, non mi truccavo più, mi vestivo con le prime cose che mi capitavano sottomano e non avevo voglia di uscire. In realtà non avevo voglia proprio di fare nulla. Anche il mio corpo, ovviamente, ne stava parecchio risentendo poiché la sera rimanevo sempre a casa sul divano ad abbuffarmi di schifezze. Ero diventata flaccida ed apatica.

Un giorno, per caso, mi è capitato in mano uno di quei libri di Osho sul potere della rinascita e, forse prendendolo come un segno divino, mi sono immersa subito nella lettura. Beh, non ci crederete, ma è stata la scintilla che ha fatto riaccendere la mia vita. Mi sono sentita come l’araba fenice che doveva rinascere dalle sue ceneri e così ho iniziato subito un percorso importante per riprendere in mano la mia esistenza e riportarla allo splendore.

Mens sana in corpore sano, si dice. E dato che mentalmente stavo finalmente ritrovando il mio equilibrio e riscoprendo delle forze interiori che prima non sapevo nemmeno di avere, dovevo riportare al benessere anche il mio fisico. In primis, mi sono posta come obiettivo quello di tonificare i muscoli, per tornare ad essere soda e forte.

Gli esercizi per tonificare il corpo

Ci sono persone che trascorrono delle giornate intere in palestra, pensando che più tempo si dedichi all’attività fisica, più il proprio corpo ne trarrà benefici. Attenzione, non sempre questo è vero. I nostri muscoli hanno bisogno anche di alcune pause. Io, nel mio caso, ho iniziato a seguire in casa degli esercizi per tonificare il corpo, senza farmi però prendere la testa e diventare una fissata dello sport. Ci vuole del resto il giusto equilibrio in tutto quello che si fa.

Gli esercizi per tonificare il corpo che ho seguito io, e che ancora sto facendo perchè ormai l’attività fisica ha iniziato ad essere parte integrante delle mie settimane, sono molto semplici e possono essere tranquillamente fatti a casa. L’importante, però, è avere pazienza e costanza, perchè i risultati si vedono dopo qualche mese.

Fondamentale, prima di iniziare ogni attività fisica (ce l’hanno insegnato fin da scuola quando facevamo l’ora di ginnastica) è il riscaldamento. Non possiamo provarci in nessun esercizio se i nostri muscoli sono ancora freddi. Rischieremmo di farci male, prendendo qualche spiacevole strappo. Per riscaldarvi non servono grosse cose: 5 minuti di cyclette oppure, più semplicemente ancora, basterà scendere e salire dalle scale a velocità moderata.

Per avere delle gambe belle sode in poco tempo, bisogna fare il cosiddetto step. Si dovrà salire sullo step, prima con una gamba e poi con l’altra. Un esercizio questo benefico sia per le gambe che per i glutei.

Altri esercizi per tonificare il corpo, sono ovviamente i famigerati addominali, che nel tempo vi garantiranno un addome da invidia. Quello che a me piace in particolar modo è quello che si fa sdraiandosi a terra ed alzando le gambe. Si deve poi sollevare il torso ed andare su e giù senza sforzare la schiena ma contraendo e rilasciando solo gli addominali. E mi raccomando il collo: non forzatelo!

Anche polpacci e cosce vanno periodicamente allenati. Ci sono facili esercizi da fare per queste due parti. Per i primi, basterà sollevarsi sulle punte su uno scalino e poi far scendere giù le gambe portando il peso sui talloni, ma senza mai toccare il pavimento. Basteranno pochi minuti alla volta per rinforzare questa parte del corpo. Per le cosce, oltre che a delle sane pedalate o passeggiate all’aria aperta – io amo stare fuori – si potranno associare esercizi semplicissimi da fare aiutandosi con l’appoggio di una sedia o di una tavola (su internet se ne trovano a decine di esempi).

Alimentazione per tonificare il corpo

Da quando ho iniziato questa serie di esercizi per tonificare il corpo mi sono subito sentita meglio, perchè anche l’essere in forma ovviamente ci pone in un atteggiamento più positivo nei confronti del mondo esterno. Io, però, ho associato a quest’attività fisica anche una corretta alimentazione per tonificare il corpo, perchè è inutile fare tanti esercizi e tanto sport se poi a tavola si mangia in modo poco corretto. Per la tonificazione muscolare non solo bisogna evitare alcuni cibi spazzatura, ma si devono anche privilegiare alcuni in particolare che siano di sostegno alla formazione di massa muscolare.

Ad esempio, tra i cibi per tonificare il corpo ritroviamo la frutta secca che aiuta a mantenere in salute i muscoli e riduce la fame ansiosa fra un pasto e l’altro ed inoltre, grazie ai suoi grassi sani e agli amminoacidi, crea la massa di cui si ha bisogno per rassodare i tessuti; gli spinaci, con i loro minerali essenziali, riducono l’indebolimento dei muscoli; le lenticchie che contengono fibre antiossidanti e aiutano a prevenire la disidratazione dei muscoli; il petto di pollo che è una fonte di proteine essenziale per la tonificazione.

L’alimentazione per tonificare il corpo va dunque ben programmata ed ovviamente seguita con cura e scrupolo; tutto ciò abbinato ai corretti esercizi per tonificare il corpo vi darà sicuramente i risultati positivi che ho raggiunto io.

Le nostre prime vacanze con bambini

Vacanze con bambini

Siamo una giovane coppia con due bambini, rispettivamente di uno e quattro anni.
Prima di diventare genitori non siamo mai stati appassionati di lunghi viaggi e vacanze avventurose ma non disdegnavamo lunghi week end o brevi soggiorni, prevalentemente in località Italiane.

L’estate scorsa abbiamo perciò deciso di organizzare le nostre prime vacanze con bambini e, contrariamente a quanto temevamo, si è rivelata una bellissima esperienza. Da persona organizzata e un po’ maniaca del controllo vorrei raccontarvi cosa abbiamo fatto, con la speranza che il mio piccolo racconto possa esservi utile e darvi qualche spunto interessante.

Scelta della località e della struttura

Per prima cosa abbiamo valutato la destinazione. Abbiamo escluso quasi subito le città turistiche o i tour organizzati perché non adatti a bambini così piccoli. Per poter vivere serenamente le vacanze con bambini è fondamentale che i piccoli si trovino in un ambiente piacevole e stimolante e due piccini in età prescolare non sono certo interessati all’arte, alla storia o alla cultura. Restavano quindi come opzioni, mare o montagna oppure un mix dei due. I bambini hanno bisogno di un certo lasso di tempo per ambientarsi in un contesto nuovo, tendono a raggiungere maggior serenità se riescono a costruire delle abitudini consolidate e noi avevamo a disposizione solo un periodo di due settimane, abbiamo quindi deciso di non utilizzare la formula mista, rinviandola magari di qualche anno. Dopo una attenta analisi abbiamo infine deciso di trascorrere le vacanze in una località di mare con mia grande soddisfazione e grazie allo spirito di adattamento di mio marito.
Grazie ai numerosi siti a disposizione abbiamo poi iniziato a valutare le numerose possibilità per l’alloggio. Meglio un appartamento, un campeggio o un hotel? Provo a riepilogare brevemente le considerazioni che ci hanno poi spinto a scegliere un hotel.

  • L’appartamento da maggior libertà di orari ed è una flessibilità importante in una vacanza con bambini ma richiede maggiore sforzo per i genitori. Tutte le incombenze domestiche devono essere eseguite, come a casa e con un bimbo di un anno e uno di quattro non è ipotizzabile cercare una pizzeria o un ristorante ogni sera.
  • Campeggio, gli spazi sono più ristretti e l’ambientazione è più semplice ma i bambini hanno bisogno di spazio, potrebbero “invadere” le zone altrui, spazientirsi in un contesto come una roulotte o un camper e questo creerebbe tensioni che in vacanza vorremmo evitare.
  • Hotel. C’è chi si occupa della pulizia e del riordino delle stanze, oltre alla preparazione dei pasti ma è necessario sottostare a delle regole e rispettare degli orari. Esistono ormai molte strutture ben organizzate per i piccoli ospiti, con menù personalizzati, servizi di animazione e baby sitting, sala predisposta con i giochi e piscine adatte a tutte le esigenze. Molti hotel hanno già a disposizione seggioloni, lettini con le sponde e passeggini e questo permette di viaggiare più “leggeri”.

La nostra scelta è quindi ricaduta sulla terza opzione. Abbiamo scelto un hotel adatto alle vacanze con bambini, abbiamo prenotato diversi mesi prima e ci siamo organizzati.

Il Viaggio e l’organizzazione

Dovendo affrontare un viaggio in auto relativamente lungo, 5 ore circa, abbiamo deciso di partire durante la notte. Abbiamo quindi caricato i piccoli nei rispettivi seggiolini auto con i loro pigiamini e abbiamo provveduto ad avvolgerli con una calda copertina. Con il movimento dell’automobile si sono riaddormentati dopo pochi minuti e ciò ci ha consentito di viaggiare tranquilli quasi fino alla meta. Dopo una sosta in autogrill per una colazione leggera e il cambio di pannolino, siamo poi ripartiti alla volta della nostra destinazione finale.

Il soggiorno

In hotel abbiamo trovato personale cortese e preparato, un ambiente pulito e discreto e abbiamo passato dei giorni veramente rilassanti e piacevoli. Nostro figlio maggiore adorava partecipare alle iniziative dell’animazione, disegni, balli, musica, cartoni animati, piccoli lavori di collage, il bagnetto in piscina con gli animaletti gonfiabili e così via …

Per non disturbare gli altri clienti abbiamo adottato piccoli accorgimenti. Quando per esempio il piccolo si svegliava alle prime luci dell’alba, e accadeva spesso, a turno io e mio marito lo posizionavamo nel passeggino e ci concedevamo una lunga passeggiata mattutina nel viale che costeggia la spiaggia, poi nel primo pomeriggio, dopo il pranzo lasciavamo i bambini con le animatrici per qualche minuto per assaporare il caffè al bar, poi salivamo in camera e ci godevamo la siesta, i bimbi dormivano, io leggevo e mio marito guardava la tv. Una vacanza con bambini a mio avviso può essere piacevole e divertente se ci si adegua ai loro ritmi e alle loro esigenze senza rinunciare al nostro relax.
Ho scattato moltissime foto per immortalare i sorrisi e le scene buffe, per imprimere meglio nella nostra memoria questi momenti piacevoli e per poter poi mostrare ai miei figli, un giorno, come erano da piccini.

Abbiamo vissuto un’esperienza decisamente positiva, tanto da volerla ripetere. Abbiamo già prenotato una vacanza in montagna per una settimana nel prossimo mese di Aprile, approfittando delle ferie Pasquali!

Pellegrinaggio a Santiago de Compostela: vi racconto il mio cammino

Santiago de Compostela

Il 13 settembre 2010 sono partito per il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Ho trascorso 34 giorni di cammino sul cosiddetto “Cammino Francese“, ovvero la strada più importante dell’intero percorso.
Di questi giorni ho tanti ricordi fantastici ed alcune sofferenze (principalmente fisiche), ma per me è stata un’occasione per stare solo e riconnettermi con me stesso. Un’occasione che mi ha permesso di stare lontano da città, smog e tecnologia.

La mia intenzione era legata alla ricerca spirituale, ma il Cammino di Santiago de Compostela è stato solo l’inizio di un percorso di crescita interiore, che durerà per sempre. Per non parlare dei paesaggi incredibilmente belli, che mi hanno riempito il cuore di gioia e mi hanno fatto sentire fortunato di essere vivo! In questo senso, consiglio a tutti i visitatori di uscire a camminare prima dell’alba per assistere a questo spettacolo meraviglioso.

Dove dormire a Santiago de Compostela

Lungo la strada, attraverso le diverse città, ci sono diverse opzioni per alloggiare. Queste strutture sono tutte menzionate all’interno delle guide, in modo che il camminatore possa calcolare le sue tappe ogni giorno.
C’è chi dice che il vero Cammino di Santiago lo fai se dormi nei rifugi per i pellegrini, ma qui ognuno è libero di scegliere. Per me, aver dormito 32 notti in questi rifugi è stata una parte importante del viaggio. Una buona dose di austerità mi ha reso più forte, umile e flessibile.
In alternativa ci sono gli ostelli pubblici, ovvero quelli che normalmente sono organizzati in vecchi edifici. Senza dubbio, sono quelli che ti daranno un’esperienza più autentica; d’altra parte, sono generalmente i più austeri e meno comodi. Alcuni sono totalmente gratuiti, anche se accettano sempre (e addirittura suggeriscono) donazioni dai pellegrini.
Poi ci sono gli ostelli privati, che possono essere distinti in due tipi: quelli fatti col cuore e quelli a scopo di lucro. I primi sono di solito belli, anche se semplici e piccoli: sono arredati e curati con amore, di solito da persone che hanno un legame con il cammino di Santiago e con i pellegrini stessi.
Gli ostelli a scopo di lucro di solito sono molto organizzati, ma d’altra parte meno originali. Inoltre, sono tutti dotati di ristorante e danno la possibilità di fare il bucato.
Io preferisco in particolare quelli più piccoli, che sono più accoglienti di quelli grandi, che alla fine sembrano degli enormi dormitori da campo.

Mentre cammino insieme agli altri pellegrini, sento parlare che c’è un rifugio particolare e alla moda che attrae tanti pellegrini, ma non ne ero particolarmente interessato.
Oltre agli ostelli, che sono destinati esclusivamente ai pellegrini, nelle città più grandi ci sono infinite offerte di hotel per tutte le tasche. Dalle pensioni agli alberghi di lusso, come quello di León, la scelta è davvero varia.

Dove mangiare a Santiago de Compostela

Ci sono persone che fanno il pellegrinaggio a Santiago de Compostela anche come viaggio gastronomico. E quale paese migliore per farlo se non la Spagna! Certo, se vai lì con un budget limitato, come è stato nel mio caso e come nel caso di molti altri pellegrini, è meglio accontentarsi dei menù turistici offerti dagli ostelli del posto, che variano da 10 a 15 euro e di solito includono un primo piatto, un secondo, un dessert, pane, acqua o bibita e alcuni anche il caffè.
Quello che facevo di solito era una buona colazione a una delle casette alla prima fermata della giornata con pane, paté, succo di frutta e un frutto. Poi camminavo quasi senza mai fermarmi fino all’ora di pranzo, quindi verso le 14:00 o le 15:00 mangiavo una zuppa o facevo uno spuntino.
Ad ogni modo, è sempre bene portare nello zaino alcuni pasti di riserva, come ad esempio noci e barrette di cereali. È importante che questi siano leggeri, non occupino molto spazio e siano facili da mangiare, ovvero che non richiedono alcuna preparazione.
Tra i piatti prelibati che ho assaporato lungo il mio cammino c’è sicuramente lo stufato della Navarra che, a seconda della stagione, viene preparato con le verdure più fresche e gustose.

Cosa portare durante il cammino di Santiago de Compostela

Prima di partire per Santiago de Compostela, scegli e organizza rigorosamente il minimo e il necessario. Innanzitutto dovrai indossare un paio di scarpe molto comode (possibilmente da running), due maglie pesanti, 5-6 paia di calze, due maglie leggere, un paio di pantaloni larghi e comodi, un cappello, un paio di guanti e un solo pigiama. Ovviamente il tessuto degli indumenti varia a seconda del periodo in cui ti rechi a Santiago de Compostela. Per quanto riguarda invece le scorte di cibo, è meglio optare per alimenti non deperibili, che siano abbastanza leggevi e non occupino troppo spazio.
Quando prepari la borsa, tieni presente che la maggior parte degli ostelli dà la possibilità ai pellegrini di fare il bucato. Per questo motivo, tanti indumenti sarebbero solo un peso eccessivo da portare sulle spalle durante il cammino.

Acquisto Camper usato: Vi spiego come igienizzare il camper

camper usato

Dopo molti ripensamenti e indecisioni la scorsa estate ho acquistato un camper per trascorrere le vacanze insieme alla mia famiglia. Come molti neo camperisti ho optato per l’acquisto di un veicolo usato. In questo modo è infatti possibile prendere un camper di alto livello ad un prezzo adeguato. L’inconveniente principale di questo tipo di scelta consiste principalmente nelle condizioni in cui si trova il mezzo. Infatti il più delle volte quando si compra un camper usato è necessario pulirlo in modo approfondito. Ecco quindi una breve guida su come igienizzare il camper e quali prodotti è consigliabile utilizzare per ottenere dei risultati soddisfacenti.

La pulizia degli interni del camper

La prima operazione da fare consiste nel pulire l’interno del camper. In questo caso è necessario togliere tutte quelle parti rimovibili e lavarle separatamente. Ho provveduto quindi a togliere dal veicolo la tappezzeria. Poi si può passare alla fase di pulizia vera e propria che consiste nell’aspirare e nel lavare tutte le superfici del veicolo. Tra queste è da dedicare particolare attenzione alla pulizia delle finestre. In questo caso ti suggerisco di usare prodotti appositi per i vetri. Per questa operazione è necessario usare dei prodotti sgrassanti adeguati in modo da non rovinare gli interni. Il suggerimento è quello di scegliere uno dei prodotti di eco-sphere che consentono di ottenere ottimi risultati. In particolare è utile per una completa igienizzazione l’impiego dello spray disinfettante germicida. Grazie all’associazione tra due principi attivi sinergici il prodotto è efficace contro germi e batteri. In questo modo è possibile preservare la salute di tutti gli abitanti del camper.

Come pulire l’esterno di un camper usato?

Ma non è tutto, infatti c’è un’altra parte del camper alla quale si deve dedicare particolare attenzione nella pulizia. Si tratta della parte esterna del veicolo. Per questa operazione ti sconsiglio di utilizzare idropulitrici o getti d’acqua potenti che potrebbero rovinare la verniciatura della carrozzeria. Una volta che mi sono munito di una spazzola adeguata ho iniziato a lavare il mio camper partendo dal tetto per poi proseguire sui lati. Il prodotto adatto se ti trovi a dover affrontare zone molto sporche è UNISOL sgrassatore per le superfici esterne. In caso in cui siano presenti sulla carrozzeria moscerini o residui di catrame possono essere tranquillamente rimossi. Una volta terminata anche questa fase è necessario sciacquare con attenzione tutta la carrozzeria.

Pulizia dei serbatoi del camper: ecco come fare

Una dei passaggi più importanti quando ci si decide di igienizzare il camper è quello che riguarda la pulizia dei serbatoi. La parte che ho trovato meno piacevole da pulire è senza dubbio il WC. Per fare ciò ti suggerisco di utilizzare il prodotto per il trattamento dei WC portatili che puoi acquistare sul sito www.eco.sphere.it. Questo trattamento sfrutta il processo naturale di metabolizzazione biologica. La cassetta è solitamente situata sotto il sedile del WC ed è estraibile tramite un apposito sportello. Una zona dove è possibile che si accumulino i batteri è quella dei serbatoi delle acque grigie. Aprendo tutti i rubinetti e azionando lo scarico è possibile svuotare completamente il serbatoio. Una volta che questo è vuoto si può procedere con la sua pulizia. Una cosa importante da ricordare riguarda il fatto che quando si mette il camper in garage per l’inverno è bene svuotarlo dall’acqua per evitare che si ghiacci. Disinfettando a fondo questo serbatoio si ottiene il grande risultato di evitare la presenza di cattivi odori nell’abitacolo.

La pulizia di un camper usato non è un’operazione facile ma se si utilizzano i prodotti giusti e si procede con ordine è possibile ottenere ottimi risultati anche facendo il lavoro da soli. In questo modo si ottiene un notevole risparmio e si impara a conoscere il proprio camper a fondo. Non dimenticare che per igienizzare il camper devi seguire alcuni semplici passaggi che ti consentiranno ti eliminare ogni traccia di sporco dal tuo veicolo come ho fatto con il mio.

In tour alla scoperta della Corsica

tour alla scoperta della Corsica

La Corsica è un’isola molto vicina alle coste italiane e condivide con la Sardegna il clima, la natura incontaminata, il mare cristallino. Sono state queste le motivazioni che mi hanno fatto scegliere proprio la Corsica, con partenza a fine maggio: il caldo eccessivo continua a non piacermi, con buona pace di tutti i vacanzieri estivi. Da Livorno a Bastia sono circa 4 ore e mezza di viaggio in traghetto, il mezzo migliore per arrivare sull’isola se si intende avere a disposizione un’auto rinunciando alle offerte a noleggio.

Soggiorno a Bastia

So che molti appassionati di viaggi hanno seguito la strada costiera della Corsica per poterne apprezzare tutte le bellezze. Anche qui mi differenzio dalla massa, con i miei compagni di viaggio abbiamo preferito restringere le mete, fermandoci nella zona a est dell’isola. Questo ci ha permesso di ammirare al meglio tutte le bellezze, compresi i borghi più belli. Bastia è tra questi, di fatto una piccola città affacciata su uno splendido golfo. Il Porto vecchio è tra le attrazioni di Bastia, dove sembra che il tempo si sia fermato a 50-70 anni fa, con il bucato steso ad asciugare alle finestre e le barche dei pescatori rientrate all’alba. Un paio di giorni a Bastia sono d’obbligo, per riuscire a visitare le varie chiese, il Palazzo dei Governatori e la Cattedrale Lucciana con l’incredibile parco archeologico nei suoi dintorni.

L’itinerario

Per capire meglio cosa ho visto della Corsica è importante considerare l’itinerario che abbiamo seguito. Sto parlando di circa una settimana in Corsica, in piena primavera, quindi la stagione migliore. Giornate lunghe, temperatura perfetta, poca folla in qualsiasi zona, anche dove si trovano le migliori e più belle spiagge della Corsica. Sono molti gli italiani che snobbano la primavera, spesso a causa del fatto che l’azienda in cui lavorano chiude in agosto, o perché viaggiano con i figli al seguito. In entrambi i casi però una settimana in maggio, o a inizio giugno, non è così difficile da organizzare. Venendo all’itinerario, è stato abbastanza semplice: 2 giorni a Bastia, 3 giorni ad Aleria e 3 giorni a Porto Vecchio. Gli spostamenti hanno ovviamente favorito le gite di un giorno.

Aleria

Rispetto a Bastia Aleria è un piccolo borgo, arroccato su una minuscola collina. Offre però numerose attrattive; prima di tutto tra Bastia ed Aleria si possono ammirare numerosi piccoli paesini e una natura selvaggia, con la macchia mediterranea che la fa da padrone. Consiglio di fermarsi a pranzo nella zona di Moriani. Aleria è un borgo di origine greca; oggi i resti di quest’epoca, e anche quelli di origine preromana, sono presenti nel museo archeologico del Forte di Matra, assolutamente da visitare. Da vedere anche Santa Laurina, una costruzione in mattoni e pietra, occupato un tempo dalle terme romane.

Porto Vecchio

Questo è un altro dei borghi più grandi della Corsica, assolutamente da visitare. Lungo la costa a nord della cittadina le colline si avvicinano al mare, creando un paesaggio quasi lunare; una passeggiata nella macchia mediterranea è d’obbligo. Porto Vecchio è uno dei centri turistici della Corsica, per fortuna a maggio ci sono turisti, ma non in numero tanto elevato da poterci preoccupare.

Come ho reso la mia casa autosufficiente

casa autosufficiente

Circa cinque anni fa, mentre stavamo pranzando, discutevo con mio marito, stavamo polemizzando sulle varie bollette ed eravamo stanchi di pagare cifre sempre più alte per le utenze di casa. Ricordavo com’era più facile ai tempi dei miei nonni, dove tutto era più semplice, più pulito e su come adesso sia tutto troppo complicato e inquinato.

In quel periodo alla televisione e sui giornali continuavano a passare notizie su come risparmiare tramite pannelli solari e il sistema solare termodinamico, e rendere la casa autosufficiente , incuriosita e dopo averne nuovamente discusso con mio marito, sono riuscita a convincerlo ad informarci.

Ci siamo recati presso un’azienda poco distante da noi, esperta in questi lavori, chiedendoci quali fossero i costi, i vantaggi, gli svantaggi, il tutto perfettamente spiegato da personale paziente e professionale, proponendoci anche altre possibilità come il recupero delle acque piovane e un impianto geotermico.

Detto con parole povere, è come un frigorifero al contrario, mentre il frigo espelle il caldo dall’interno, i pannelli accumulano il calore, lo portano a un accumulatore e viene convertito in energia elettrica, almeno io l’ho capita così, mio marito era molto più attento di me.

Alla fine ci siamo convinti, decidendo per l’energia elettrica di acquistare otto pannelli solari, che secondo il loro conteggio avrebbero coperto il nostro consumo d’energia, essendo una casa di dimensioni medie e solo io e mio marito come inquilini, ci ha consigliato di prenderli in silicio monocristallino, materiale adatto alle nostre esigenze.

Oltre ai pannelli ci siamo dotati anche di un accumulatore di calore, utili per l’accumulo di energia rinnovabile, in modo da eliminare ulteriormente il legame col gestore, quest’accumulatore, quindi immagazzina l’energia non usata, riutilizzabile in caso di bisogno.

Proprio grazie al fatto che possediamo una casa indipendente e con terreno annesso, abbiamo anche acquistato un sistema geotermico, in pratica il recupero di calore dal sottosuolo, tubature che portano il riscaldamento in casa, riducendo in tal modo l’uso della caldaia, in questo caso ci hanno consigliato tubature in polietilene, aggiungendo una pompa di calore e un accumulatore.

Abbiamo anche cambiato i caloriferi inserendo al loro posto dei ventilconvettori, apparecchi che usano acqua e aria, Così facendo potevamo avere il riscaldamento d’inverno e una casa fresca d’estate.

Alla fine ci siamo domandati se potessimo recuperare anche l’acqua piovana, tecnica che molti anni indietro era eseguita da mio nonno per bagnare le piante e abbeverare il bestiame.

Una volta informati, abbiamo acquistato un paio di cisterne interrate, una per uso d’irrigazione e l’altra per l’uso domestico, in modo da poter usufruire al massimo dell’acqua accumulata.

Ci hanno spiegato che grazie alle cisterne e all’accumulo, avremmo potuto ridurre la bolletta dell’acqua e che avendo una durezza inferiore al trenta percento di quella normalmente usata, gli elettrodomestici avrebbero avuto più durata.

Certo l’acquisto e l’installazione di tutto non è costato poco, ci hanno messo circa un paio di mesi, all’inizio non ci si accorge del vantaggio apportato, ma dopo cinque anni posso garantirvi che c’è, non solo per le tasche ma anche per la pulizia dell’ambiente e la salvaguardia del mondo.

Usufruendo d’incentivi e aiuti statali e regionali, siamo riusciti ad ammortizzare le spese, adesso dopo qualche anno, paghiamo veramente poco, quasi il novanta percento meno, quindi vi consiglio di fare qualche sacrificio, ma ne varrà la pena.

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