Il mio primo cane di razza, vi racconto la mia esperienza

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cane di razza

Da anni la mia famiglia aveva intenzione di acquistare un cane, ma come per tutte le decisioni importanti da prendere, ognuno aveva delle richieste differenti. A partire da mia sorellina più piccola, Elisa. Lei voleva prendere a tutti i costi un cane di razza Shin Tzu. Un cane non molto comune dalle nostre parti ma, dopo averlo visto in un film, si era completamente innamorata di questa razza. Poi mia madre, che parteggiava un po’ per la richiesta di mia sorella, senza mascherare il fatto che non era convinta pienamente dell’adozione di un cucciolo, soprattutto perché il suo pensiero ricadeva già sulle pulizie e su quanto il cane avrebbe potuto sporcare la casa. Infine, siamo rimasti io e mio padre, avevamo più o meno la stessa idea e cioè quella di adottare un cane di razza di grandi dimensioni. L’unica nostra indecisione era tra un Mastino napoletano oppure un Labrador retriever.

Alla fine ci rechiamo da un amico di famiglia che gestisce un negozio di animali, specializzato nella vendita cani di razza, per scegliere il cane giusto per la nostra famiglia. Entrati nel negozio, mia sorella scopre che, purtroppo per lei, non ci sono Shin Tzu disponibili e subito scoppia in lacrime dicendo che lei non vuole nessun’altra razza di cane. Alla fine convinta da mia madre si decide a rientrare nel locale e tutti insieme iniziamo a vedere le varie razze in esposizione. Il proprietario del negozio, essendo un nostro caro amico, decide di accompagnarci lungo le vetrate in cui sono esposti e, per ogni cane, ci racconta tutte le caratteristiche della razza e la loro storia. Ad un certo punto ci ritroviamo di fronte ad un Beagle di otto mesi bianco con chiazze marroni. A primo impatto questo cane colpisce tutta la famiglia, si sa che i cuccioli sono sicuramente i cani che destano più clamore, specialmente ai bambini ma, in questo caso, tutta la mia famiglia si è già innamorata del piccolo Beagle. Chiediamo subito, quasi in coro, al proprietario di raccontarci qualcosa in più del cagnolino. Inizia subito a raccontarci i dettagli di questo animale, la sua grande attitudine a stare a contatto con la famiglia grazie alla sua gentilezza. Inoltre ci rassicura sul fatto che è un cane molto docile, che non presenta sbalzi di umore i quali potrebbero causare azioni aggressive; elemento fondamentale per un cane che deve stare a contatto con dei bambini. Proprio questa caratteristica convince i miei genitori: il piccolo Beagle è il cane da portare nella nostra famiglia. Dopo una decina di minuti, ci convinciamo tutti e decidiamo di portare il cucciolo di Beagle a casa nostra.

Una volta arrivati a casa inizia la fase cruciale, che sicuramente è una delle fonti principali di discussione, che segue l’acquisto di un cane: come lo chiamiamo? A quel punto casa nostra sembrava la curva ultras di una tifoseria sportiva. Ad un certo punto ci convinciamo tutti all’idea proposta da mia sorella, decidiamo di chiamarlo Tom II, in memoria di un nostro coniglietto scomparso alcuni mesi prima.

Una volta stabilito il nome del cane, iniziano le raccomandazioni da parte dei nostri genitori. Inizia mia madre con alcune frasi, dette in modo benevolo ma con un filo di minaccia se non rispettate, riguardanti la pulizia del cane e della casa. Poi nostro padre che ci raccomanda di tener cura del cane anche in futuro quando il piccolo Tom II non sarà più una novità in famiglia.

Il primo periodo di Tom II in casa passa con momenti di alti e bassi. I lati positivi riguardavano sicuramente avere un amico in più all’interno della famiglia, questo perché Tom II si è rivelato un grandissimo amico dell’uomo e in questo caso di tutta la famiglia. Per quanto concerne invece i lati negativi dobbiamo parlare dei bisognini di Tom II. Infatti, io e la mia sorellina ci abbiamo voluto circa tre mesi per insegnare al cucciolo le buone maniere e quindi di andare ad espletare i propri bisogni nel giardino dell’abitazione.
Per concludere voglio assicurare che avere un cane all’interno della propria famiglia può portare solo dei vantaggi. Oggi Tom II ha sei anni e insieme ci divertiamo come dal primo giorno.