Come ho reso la mia casa autosufficiente

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casa autosufficiente

Circa cinque anni fa, mentre stavamo pranzando, discutevo con mio marito, stavamo polemizzando sulle varie bollette ed eravamo stanchi di pagare cifre sempre più alte per le utenze di casa. Ricordavo com’era più facile ai tempi dei miei nonni, dove tutto era più semplice, più pulito e su come adesso sia tutto troppo complicato e inquinato.

In quel periodo alla televisione e sui giornali continuavano a passare notizie su come risparmiare tramite pannelli solari e il sistema solare termodinamico, e rendere la casa autosufficiente , incuriosita e dopo averne nuovamente discusso con mio marito, sono riuscita a convincerlo ad informarci.

Ci siamo recati presso un’azienda poco distante da noi, esperta in questi lavori, chiedendoci quali fossero i costi, i vantaggi, gli svantaggi, il tutto perfettamente spiegato da personale paziente e professionale, proponendoci anche altre possibilità come il recupero delle acque piovane e un impianto geotermico.

Detto con parole povere, è come un frigorifero al contrario, mentre il frigo espelle il caldo dall’interno, i pannelli accumulano il calore, lo portano a un accumulatore e viene convertito in energia elettrica, almeno io l’ho capita così, mio marito era molto più attento di me.

Alla fine ci siamo convinti, decidendo per l’energia elettrica di acquistare otto pannelli solari, che secondo il loro conteggio avrebbero coperto il nostro consumo d’energia, essendo una casa di dimensioni medie e solo io e mio marito come inquilini, ci ha consigliato di prenderli in silicio monocristallino, materiale adatto alle nostre esigenze.

Oltre ai pannelli ci siamo dotati anche di un accumulatore di calore, utili per l’accumulo di energia rinnovabile, in modo da eliminare ulteriormente il legame col gestore, quest’accumulatore, quindi immagazzina l’energia non usata, riutilizzabile in caso di bisogno.

Proprio grazie al fatto che possediamo una casa indipendente e con terreno annesso, abbiamo anche acquistato un sistema geotermico, in pratica il recupero di calore dal sottosuolo, tubature che portano il riscaldamento in casa, riducendo in tal modo l’uso della caldaia, in questo caso ci hanno consigliato tubature in polietilene, aggiungendo una pompa di calore e un accumulatore.

Abbiamo anche cambiato i caloriferi inserendo al loro posto dei ventilconvettori, apparecchi che usano acqua e aria, Così facendo potevamo avere il riscaldamento d’inverno e una casa fresca d’estate.

Alla fine ci siamo domandati se potessimo recuperare anche l’acqua piovana, tecnica che molti anni indietro era eseguita da mio nonno per bagnare le piante e abbeverare il bestiame.

Una volta informati, abbiamo acquistato un paio di cisterne interrate, una per uso d’irrigazione e l’altra per l’uso domestico, in modo da poter usufruire al massimo dell’acqua accumulata.

Ci hanno spiegato che grazie alle cisterne e all’accumulo, avremmo potuto ridurre la bolletta dell’acqua e che avendo una durezza inferiore al trenta percento di quella normalmente usata, gli elettrodomestici avrebbero avuto più durata.

Certo l’acquisto e l’installazione di tutto non è costato poco, ci hanno messo circa un paio di mesi, all’inizio non ci si accorge del vantaggio apportato, ma dopo cinque anni posso garantirvi che c’è, non solo per le tasche ma anche per la pulizia dell’ambiente e la salvaguardia del mondo.

Usufruendo d’incentivi e aiuti statali e regionali, siamo riusciti ad ammortizzare le spese, adesso dopo qualche anno, paghiamo veramente poco, quasi il novanta percento meno, quindi vi consiglio di fare qualche sacrificio, ma ne varrà la pena.