Aprire un’azienda in Italia
Nonostante tutte le difficoltà finanziarie ed economiche che si sono manifestate in Italia dopo la crisi del 2008 la gente non ha mai smesso di sperare in una ripresa, la quale sembra piano piano arrivare. Le persone hanno ricominciato ad investire i propri risparmi in delle attività e così ho provato a fare io per cercare di aprire un’azienda di mia proprietà nel nostro Stato.
Aprire un’attività di impresa in Italia non è una delle cose più facili in quanto richiede procedure burocratiche assai lunghe e complicate, il nostro Stato in questo ambito si posiziona anche dopo Stati che economicamente sono messi ancora peggio di noi, come ad esempio la Zambia, e questo sicuramente non è un buon punto e ci fa capire quanto siano rilevanti gli incartamenti per aprire un’azienda.
Come abbiamo detto per avviare un’attività in Italia bisogna andare incontro a incartamenti che iniziano il aprire una partita iva fino alla registrazione della propria azienda nel registro delle imprese che viene tenuto presso le camere di commercio di ogni città.
La prima cosa che ho dovuto fare tra tutti gli incartamenti per aprire un’azienda, è stata quindi aprire la mia partita iva, un codice composto da undici cifre che permette agli altri di identificare me che sono il titolare dell’azienda e l’agenzia delle entrate. Per aprire questo codice ho dovuto comunicare all’agenzia delle entrate l’inzio della mia attività compilando, entro trenta giorni dal primo giorno lavorativo, vari moduli i quali si possono trovare online nelle apposite sezioni. Il secondo passo che ho dovuto fare è stato comunicare all’istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) e all’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) l’inizio della mia attività per poter adempiere ai miei obblighi fiscali ed evitare di incorrere a sconvenienti multe nel futuro.
Passaggio importante che fa parte di tutti gli incartamenti per aprire un’azienda, è stato anche quello di comunicare l’inizio della attività presso il comune in cui ho stabilizzato la mia azienda e poi anche quello di iscriverla nel registro delle imprese della camera di commercio della mia città. L’ultimo passaggio si può dire che è quello più importante perchè ne sancisce la costituzione e permette ai terzi, soggetti esterni all’azienda, di venire a conoscenza dell’azienda e trarre tutte le informazioni che ritengono necessarie. Ovviamente nel registro delle imprese vanno indicati soltanto alcuni dati dell’azienda previsti dalla legge e non tutti quelli che una persona vuole.
Tutte queste registrazioni permettono poi alle varie attività di essere opponibili ai terzi in caso di problemi di varia natura.
Ovviamente poi in base alla tipologia che si desidera, gli incartamenti per aprire un’azienda sono diversi e vari.
Ovviamente prima di aprire un’attività ed incorrere in tutti gli incartamenti per aprire un’azienda in Italia bisogna fare una accurata analisi del settore in cui si vuole entrare perchè con tutte le imprese fallite negli ultimi anni è molto difficile sopravvivere a causa delle burocrazie e delle imposizioni del fisco.
Quali sono gli incartamenti per aprire un’azienda in Italia? Ecco la mia storia e le mie difficoltà
Vi racconto come arredare il bagno
Il bagno è una delle stanze più vissute della casa pertanto deve essere pratico e funzionale con arredi appositi per creare un perfetto ambiente.
Così vi voglio raccontare come arredare il bagno in modo completo e semplice, per far diventare questa stanza parte integrante della casa. Molti trascurano questo spazio ma arredarlo con stile ci permette viverlo in modo completamente diverso.
Partiamo con il capire lo stile che più preferiamo scegliendo tra il moderno o quello classico oppure tra il vintage o quello country; in qualsiasi stile si sceglierà di arredarlo deve risultare confortevole ed elegante in ogni suo particolare.
La prima cosa che consiglio sono i vari sanitari; li prenderei ovviamente di qualità e magari per una maggiore igiene opterei per quelli “sospesi”, più facili da pulire in ogni loro angolo oltre ad essere di gran moda.
Doccia o vasca, questo è sempre il dilemma che ci poniamo.
Se la dimensione del bagno lo permette io opterei per tutte e due magari di stili diversi, doccia moderna e al centro della stanza una bella vasca vintage che donerà al bagno un’eleganza di altri tempi.
Altra importanza ce l’ha il pavimento e le piastrelle per il rivestimento delle pareti; una scelta che può essere non facile per i tanti materiali esistenti.
In questi ultimi anni anche nel bagno è comparso il pavimento in legno; ovviamente deve essere legno ottimo resistente all’acqua e all’umidità, quindi bisogna farci consigliare molto attentamente su quale è il parquet giusto per l’ambiente dove lo metteremo; in alternativa e più pratico è il pavimento classico in ceramica, il mio preferito e senza dubbio quello più facile da abbinare sia con il rivestimento sia con il resto degli arredi.
Un consiglio è scegliere i colori in base alla stanza; se è piccola o senza finestra meglio colori chiari per dare ancora più luce, se invece è più grande i colori più accesi, magari a contrasto diventano perfetti.
Ora continuerei con parlarvi degli arredi per completare il bagno; l’unico mio consiglio in questo caso è di non riempire troppo la stanza per non creare confusione e quella sensazione di pieno caos.
Per arredare un bagno con tutto l’essenziale metterei:
- Una bella specchiera con delle lucine a led
- Una zona solo attrezzata per il trucco (se lo spazio lo permette)
- Mobile sotto lavandino per asciugamani
- Un armadietto per profumi,bagnoschiuma ecc….
- Un colorata plafoniera come lampadario
- Ganci per appendere gli accappatoi
- Simpatici cestini in vimini per organizzare saponi, spugne o altro
Una mia raccomandazione su come arredare il bagno è non fermarsi al primo negozio che troviamo ma ancora più utile sarà girare per il web su diversi e-Commerce è possibile vedere o acquistare quello che più ci piace in linea con lo stile con il quale vogliamo arredare il nostro bagno.
Su questi siti si trova tutto ciò di cui si ha bisogno oltre a fornirci varie informazioni interessanti sull’arredo, completi di tutti i loro prezzi e con la possibilità di richiedere consigli personalizzati.
Quindi non aspettare e corri a dare uno sguardo nel web, non rimarrai deluso.
Il principe del regno fatato
C’erano una volta in un magico regno fatato un re e la sua regina. La regina, stanca del marito che non riusciva a darle un figlio, chiese aiuto al mago del castello.
“Mago”, disse la donna. “Avrei bisogno del vostro aiuto.”
“Ditemi oh mia regina”, rispose il mago.
“Desidero avere un figlio, non importa come lo avrò. Sarei contenta anche se fosse un serpente!”.
Il mago la prese alla lettera e, grazie ai suoi poteri, la donna rimase finalmente incinta. Dopo 9 mesi però diede alla luce un vero serpente. La regina stupita da tanto orrore, decise di abbandonarlo. Il bambino crebbe sano e forte grazie alle cure della gente del villaggio. Con il passare degli anni, il bambino divenne un adulto mentre la regina invecchiava. Pur essendo stato abbandonato, il giovane uomo non nutriva risentimento verso la regina. Si recò così al suo castello.
“Buongiorno regina, sono vostro figlio”. La regina restò meravigliata vedendolo sano e salvo dopo tutti questi anni. “Oh figlio mio, perdonatemi per quello che vi ho fatto. Cosa posso fare per voi?”
“Voglio sposare la figlia dello zar. Dovete andare da lui e chiedere la mano di sua figlia”. La regina era incredula e disse: “Ma lo zar non accetterà mai. Come potrò mai convincerlo?”.
“Non preoccupatevi”, disse il serpente. “Andate da lui e al vostro ritorno non voltatevi per guardarvi indietro”. La donna accettò la richiesta del figlio e andò dallo zar chiedendo dunque in sposa la figlia.
“D’accordo regina, darò mia sposa in figlia solo se il giovane costruirà una strada in oro e diamanti che vada da questa dimora al vostro castello”. La donna acconsentì e fece ritorno al castello. Durante il percorso fece come gli aveva detto il serpente e non si voltò per nessun motivo al mondo. Magicamente la strada si costruiva da sola tempestata da oro e diamanti ad ogni angolo.
La regina giunse quindi al castello e il serpente soddisfatto le disse di tornare dallo zar per chiedere la mano della figlia. Una volta davanti allo zar, egli disse nuovamente: “Concederò la mano di mia figlia al serpente solo se costruirà una casa grande il doppio del mio castello.”
La donna si mise in carrozza e, senza mai voltarsi, arrivò al villaggio dove trovo un nuovo castello grande il doppio di quello dello zar. Il figlio la rimandò ancora una volta dallo zar per chiedere di sposare la figlia. Una volta davanti allo zar, egli rispose: “Accetterò solo se il futuro marito di mia figlia riempirà il castello di ricchezze e di ogni cibo di questa terra”.
Al suo ritorno, la vecchia regina trovò un castello pieno di bontà e ricchezza. Erano tutti molto contenti, anche lo zar lo era che finalmente concesse la figlia come sposa: “Suvvia figlia mia, acconsentite a sposare questo giovane uomo che, seppure abbia le sembianze di un serpente, è il più ricco tra tutti gli uomini del mondo conosciuto”. La giovane figlia acconsentì divenendo pertanto la principessa del regno fatato.
Ad un certo punto però, il mago del castello informò la vecchia regina che il figlio in realtà non era un serpente: “Ogni notte il giovane principe torna a casa sua e, un momento prima di addormentarsi, perde la sua pelle di serpente. Solo in quel momento se ne libera completamente mostrandosi come un bellissimo uomo”. La vecchia regina allora escogitò un piano con la principessa: “Questa notte brucerò nel fuoco la pelle di vostro marito. Voi siate pronte con un secchio pieno di acqua e ghiaccio”.
E così fece. Giunta a casa del giovane uomo-serpente, la regina bruciò nel camino la pelle di serpente. Il figlio allora cominciò a dimenarsi sul letto sentendo il calore delle fiamme ardere su di lui. La moglie fece esattamente come le era stato comandato: versò sul marito un secchio pieno di acqua e ghiaccio. Finalmente il figlio della regina si era liberato dalla forma del serpente e finalmente poteva andare in giro come un bellissimo ragazzo. Lo zar contento della cosa, decise di regalargli tutto il regno. Il principe e la principessa vissero felici e contenti.
Un mio carissimo amico di scuola
Ciao, non mi piace espormi pubblicamente dando dettagli fin troppo privati e specifici sulla mia vita. Per questo motivo ho deciso di mettere un nickname particolare che ben rispecchia la mia indole interiore. Chiamami Sexy Lulu. Lulu è un nome che mi ricorda la dolcezza e l’affetto, Sexy… beh è più che eloquente. Mi sento davvero molto sexy, credo di esserlo davvero. Dopo tutto anche al supermercato mi fissano tutti come fossi un extraterrestre. Saranno le mie tette (ho una quarta moooolto abbondante) o sarà il mio culo d’acciaio (faccio squat da 2 anni), in un modo o nell’altro sono osservata sia dagli uomini che dalle donne. Gli uomini è ovvio, mi guardano perchè li faccio arrapare. Le donne probabilmente perchè vorrebbero avere il mio stesso fisico…
Ora che sai più o meno come son fatta e ti sei fatta un’idea sul mio aspetto fisico, passiamo al mio personale racconto erotico. Voglio condividerlo con tutti sperando che lo leggano più internauti possibile. A proposito, questo forum è così tanto frequentato?!
Ad ogni modo, qualche giorno fa ho incontrato un mio carissimo amico di scuola. Abbiamo 34 anni e ai tempi delle superiori lui ci provava in tutti i modi con me. Io ero già una bella ragazza all’epoca, lui invece il classico sfigato: aspetto magrolino, occhialuto e tutto dedito ai compiti. Avendo una grande cotta per me spesso mi aiutava con i compiti. Avevamo stretto una bella amicizia, però al di la di questo non avevamo mai fatto nulla. Ebbene, dicevo che qualche giorno fa ci siamo rivisti. E’ stata un incontro normale, nulla di particolare era successo se non fosse per il fatto che lui intanto è diventato un vero figo e sta volta, da single come sono, volevo provarci io con lui. Ma non mi sbilancio mai, aspetto che sia l’uomo a farsi avanti. E infatti tornata a casa, mi ha mandato un messaggino su Facebook. Faceva un po’ il timido inizialmente per poi dirmi espressamente – e cito – “vorrei scoparti come un animale”.
Ok, magari qualcuno dirà: “Ma che cafoneeee non si fa così!”. A me invece ha fatto ribollire il sangue!! Me la sono tirata per qualche giorno finchè l’ho invitato a casa mia. Abbiamo preso un caffè e da lì a pochi minuti mi sono ritrovato la sua lingua in bocca… e devo dire che è un grande baciatore. Ci sa fare sicuramente!
Le sue mani mi toccavano ovunque percorrendo il mio corpo morbido e formoso senza alcun limite. Mi ha messo un dito dentro per poi invitarmi a leccarglielo. Non c’ho pensato due volte e ho infilato il suo dito dritto in gola! Era bellissimo assaporare la mia patatina umida!
Mi ha alzato il vestitino (io ero ancora seduta in cucina), ha spostato le mutandine e ha cominciato a leccarmi sul clitoride facendomi eccitare come non mi accadeva da anni! Eppure io possiedo un po’ di questi cosi specifici per il clitoride, ma sarà stato anche per l’entusiasmo della situazione, ero assolutamente eccitata. Con una mano mi masturbava e con l’altra mi massaggiava le tette mentre mi succhiava e leccava il clitoride. Da urlo!
L’ho preso per mano e siamo andati in camera mia. Mi sono inginocchiata e ho fatto quello che si aspettava da un pezzo: gli ho sbottonato i jeans, abbassato gli slip e ho cominciato a spompinarlo di brutto. In tutto l’appartamento riecheggiavano i rumori della mia bocca! Quasi soffocavo dalla foga con cui glielo succhiavo, ma ne avevo troppa voglia quindi chi se ne fregava.
Dopo qualche minuto lui indossava un preservativo e io ho preso un dildo anale di Pleasure Room. Ha capito subito le mie intenzioni, lo cavalcavo tenendo il suo cazzo tra le gambe mentre con il dildo mi scopava il culo. E’ stato come subire una doppia penetrazione, ma da solo un uomo. Un’esperienza fantastica che voglio riprovare con lui!
Dopo un po non ce l’ha più fatta e ha deciso di mettermi a pecora. Poi ha sfilato il preservativo e mi ha sborrato sul culo, proprio sul buco del culo. Lì ho sentito tutta la sua sborra calda che mi scivolava addosso fin sopra la mia patatina ancora vogliosa. Per fortuna prendo la pillola, quindi mi sono goduta il momento con tranquillità. E lui era lì soddisfatto che guardava la scena con un sorriso stampato in faccia.
Ho deciso che lo rivedrò, è troppo porco e questo trasforma me in una focosa amante pronta a tutto pur di soddisfarlo.
Vi racconto come ottenere le autorizzazioni ambientali
Cosa sono le autorizzazioni ambientali.
Le autorizzazioni ambientali cioè le cosiddette licenze sono dei provvedimenti autorizzatoti indispensabili per svolgere una qualsiasi attività che possa avere un impatto negativo sull’ambiente. La materia del diritto ambientale infatti è particolarmente importante e delicata e richiede sopralluoghi specifici e particolari autorizzazioni perciò bisogna prendersi un po’ di tempo per informarsi e capire bene come ottenere le autorizzazioni ambientali.
Vi racconto tutto ciò che ho imparato quando ho dovuto ottenere le autorizzazioni ambientali per la mia azienda.
Per capire bene il mare di burocrazia nel quale mi stavo barcamenando, ho dovuto capire che esistono vari tipi di licenze e dal contenuto vario, tutte compatibili con l’esigenza di proteggere un bene importante. La richiesta va inoltrata all’autorità competente, che in virtù dei propri poteri autorizzatori, valuta la possibilità di svolgere una determinata attività che possa avere un qualche impatto ambientale, in relazione a valutazione tecniche comprovate e criteri oggettivi; a seguito di ciò rilascia il provvedimento autorizzatorio, con eventuali prescrizioni per prevenire, correggere o ridurre eventuali effetti dannosi sull’ambiente.
Le autorizzazioni ambientali possono essere di tre tipi:
- Autorizzazione a svolgere un’attività. La più semplice da ottenere è quella che comporta l’autorizzazione a svolgere un’attività come ad esempio il trasporto di rifiuti, in quanto non ingenera un vero e proprio procedimento ma è sufficiente presentare la dichiarazione o segnalazione di inizio attività come previsto dalla normativa vigente, correlata da tutti i documenti necessari e richiesti;
- Autorizzazione integrata ambientale. Questa tipologia di autorizzazione a differenza della prima instaura un procedimento autorizzativo. Questa autorizzazione serve per verificare la compatibilità dell’attività da svolgere con l’interesse ambientale, ecco da cosa deriva il nome autorizzazione integrata ambientale;
- Procedure impatto ambientale. L’ultima tipologia invece riguarda le procedure di impatto ambientale, dove vengono in gioco ulteriori interessi che sono coinvolti dal rilascio del provvedimento richiesto e prevede perciò l’instaurarsi di un procedimento ulteriore.
A seguito dell’emanazione di nuove leggi previste in accordo con gli altri Stati parti dell’Unione Europea, le autorizzazioni ambientali sono divenute indispensabili per svolgere attività, vengono rilasciate da un’unica autorità competente per il territorio, sotto forte di autorizzazioni ambientali uniche, oppure autorizzazioni ambientali integrate, rispetto a quelle rilasciate precedentemente al rilascio della normativa vigente.
Questo è tutto quello che ho imparato quando ho dovuto ottenere la mia autorizzazione ambientale. Considerando le difficoltà che ho incontrato e il tempo speso a “studiare” per capirci qualcosa, ho ritenuto opportuno condividere le mie conoscenze con voi. In questo modo, dopo aver letto questa paginetta, se avrete bisogno di chiarimenti su come ottenere le autorizzazioni ambientali e su cosa sono le autorizzazioni ambientali, vi risulterà tutto più semplice! In bocca al lupo!
Sepoltura o cremazione? Vi racconto la storia di mio nonno
Da molti anni ormai mio nonno soffriva di una malattia tanto lenta quanto debilitante. Effettivamente non ho molti ricordi di lui in salute, sin da piccolo lo vedevo con il bastone e già allora si affaticava a camminare. Però, anche se malato, non si stancava mai di camminare e di portarci sull’orto per raccontarci le sue storie di gioventù. Come fosse scampato alla guerra lo sapeva solo lui ma ci diceva sempre una frase: “Bambini ricordate che la guerra è brutta, ma la malattia ancora di più. Quando non ci sarò più qua in terra vorrei essere ricordato per chi ero e che il mio corpo rimanga qua, su questo suolo”.
E così passarono le stagioni e il nonno a piano a piano se ne andò. Mettendo da parte la tristezza per la sua scomparsa i miei genitori decisero di parlare con il gestore dell’agenzia funebre del paese per accordarsi sulle varie faccende legali e più precisamente per la sepoltura. Ci fu detto dal gestore che scegliere tra la sepoltura o cremazione non era un problema. Certamente, la cremazione non era nei piani ma informarsi non nuoce mai quindi passammo svariato tempo a discutere su quale metodo fosse il migliore per conservare il ricordo del nonno senza rovinarne i desideri terreni.Innanzitutto vi è un fattore molto importante: quello religioso.
Il rito della sepoltura
La pratica della sepoltura nel cattolicesimo è di sicuro la più usata e quella che più si addice ad un credente. Nella Bibbia non vi è alcun riferimento esplicito all’obbligo di seppellire i propri cari ma è diventato pratica comune farlo per simboleggiare un futuro risveglio dai morti proprio come, secondo gli antichi scritti, fece Gesù. Perciò la Chiesa cattolica ha sempre preferito l’inumazione dei defunti rispetto ad altre pratiche definite pagane. Stando sempre in tema religioso, anche nell’Islamismo vi è la pratica comune di seppellire i morti e, a differenza del Cristianesimo, è perfino vietato l’atto della cremazione.
Il rito della cremazione
In secondo luogo bisogna anche considerare la cremazione come atto ultimo. Questa prevede che il defunto venga cremato, ossia che venga incenerito. Questa pratica ha la particolarità che le ossa non diventano completamente cenere e quindi possono essere sminuzzate in una sottile polvere. Questa poi in genere viene sistemata in un’apposita urna che può sia essere tenuta dai familiari come ricordo del caro sia seppellita, esattamente come la più tradizionale sepoltura. Inoltre in questo modo, le ceneri del defunto possono essere liberate, a discrezione dell’ultimo o dei suoi cari, in un luogo di particolare importanza sentimentale.
L’unica pecca negativa di questa pratica è che, in Italia, non è ancora molto diffusa (si parla di circa il 10%) e quindi i luoghi nei quali poter effettuare questa attività sono principalmente limitati al nord Italia, in città come Milano, Torino dove invece si supera il 50%.
Dunque, quando i miei genitori si sono ritrovati a dover scegliere tra sepoltura o cremazione, considerati tutti questi aspetti, dopo una discreta ma professionale chiacchierata con il gestore delle onoranze funebri gammone, hanno optato comunque per dare al nonno una sepoltura tradizionale e di lasciare che sia la natura a fare il suo corso.
Il mio trasloco Italia USA
Trasferirsi negli USA non è cosa che capita tutti i giorni, però se dovesse succedere è consigliabile organizzarsi con un buon anticipo. A me è successo e subito ho pensato a come trasportare tutti i miei mobili e oggetti da trasportare in totale sicurezza.
Affidarsi solo a ditte specializzate in traslochi internazionali.
I traslochi Italia USA comportano un viaggio abbastanza lungo, per questa ragione, la prima cosa che ho fatto, è stata quella di contattare un’ottima e affidabile ditta di traslochi che si occupa anche di traslochi internazionali. Abbiamo subito fissato un appuntamento per far venire un esperto a casa e valutare il volume della merce da trasportare. L’esperto è arrivato alla data e orario prefissato e, dopo avergli mostrato gli oggetti che hanno bisogno di imballaggi particolari, gli ho fatto una lista di alcune cose di cui mi sarei occupato io. Inoltre, la ditta mi ha consigliato di fare una lista degli oggetti di valore che, sarebbe servita come documento in caso di perdita o rottura. Esibendo questa lista, avrei potuto ottenere un indennizzo.
Quanto costano i traslochi Italia USA?
Dopo aver quantificato il volume della merce da trasportare, finalmente è arrivato il momento di sapere a quanto ammonta la spesa. Ovviamente come per tutte le spedizioni, anche in questo caso, il costo complessivo dipende da vari fattori, tra cui:
- il luogo della partenza della merce
- la destinazione della merce
- il tipo di trasporto da utilizzare
- il volume della merce da trasportare
Altre aggiunte del contratto
Prima di firmare il contratto per il mio trasloco Italia Usa, ho deciso di sottoscrivere un’assicurazione che va a proteggermi l’intero valore della merce in caso di danni. Il costo dell’assicurazione viene stabilito in base al valore della merce. Infine ho firmato un documento detto di spedizione in cui è riportato tutto ciò che serve per fare questo trasloco in maniera sicura e semplice. Le note riportate in questo documento sono:
- nome della ditta traslochi
- nome del cliente in questo caso il mio
- il tipo di merce trasportata
- il volume di merce trasportata
- la data del trasloco
Perché affidarsi a ditte specializzate in traslochi Italia USA?
La ragione vera per cui vale la pena affidarsi a ditte specializzate in traslochi Italia USA è, molto semplicemente, la serenità del trasloco. Con un po’ di collaborazione con la ditta, il trasloco si è svolto senza intoppi ma, soprattutto, l’intero importo del trasloco l’ho pagato solo quando i miei beni sono arrivati a destinazione e, ho affrontato il viaggio in tutta tranquillità perché consapevole di aver affidato i miei affetti a mani sicure.
La mia vacanza da sub. Impara a diventare sub durante le tue vacanze al mare!
“Per me, un’esperienza meravigliosa e indimenticabile è stata quella svolta nei fondali dell’oceano Pacifico al margine delle coste in Costa Rica…” Marco
Un mondo nascosto abitato da innumerevoli esseri viventi di ogni specie e colore che illuminano il mondo immerso dei fondali, circondato da rocce nascoste nel quale ad ogni loro angolo si possono notare le voluminose alghe circondate inoltre da piante coloratissime che avvolgono ogni spazio attirando l’attenzione di chiunque si avvicina; un mondo spesso sconosciuto alla maggior parte degli uomini ma soprattutto un mondo sottovalutato per le sue funzioni utili al sostenimento ambientale, e per la sua bellezza divina formata da flora, fauna e grotte di ogni genere e grandezza.
La subacquea è un’ attività che porta l’uomo non solo a conoscere da cosa è formato il fondale marino, ma anche a fare esperienze uniche nell’arco della propria vita visitando differenti fondali che occupano il globo.
Cosa vuol dire fare subacquea
L’attività subacquea è quella attività che permette all’uomo di rimare sommerso nella acque marine salate o dolci che esse siano.
Il desiderio di conoscere i fondali marini e di diventare sub è sempre esistito sin dai tempi antichi, ma finché l’uomo non ha trovato un sistema per rimanere a lungo nei fondali marini, le immersioni sono sempre stati brevi e superficiali; devo confessarvi che per accrescere il desiderio di diventare sub professionista, è sufficiente praticare una immersione da dilettante, una di quelle che, per gioco, si praticano durante le vacanze estive.
Per svolgere l’attività subacquea, bisogna utilizzare attrezzature utili e necessarie all’immersione e alla respirazione, tali attrezzature variano a seconda del tipo di immersione che si vuole fare; di seguito verranno analizzate le varie attrezzature in base alle immersioni scelte:
- Immersione con bombole: sono necessarie le mute subacquee che sono un abbigliamento utile a mantenere il corpo caldo durante le immersioni; a loro volta si differenziano in mute umide, mute semistagne e mute stagne. Le prime permettono all’acqua di entrare in minime quantità e di creare uno strato sottile tra il corpo e la muta e quando si riscalda crea un effetto isolante; le seconde tendono a inumidire le braccia e le gambe isolando il busto; le terze invece isolano completamente il sub dall’acqua.
- L’erogatore: viene montato alla bombola e fornisce aria al sub quando quest’ultimo inspira.
- Giubotto ad assetto variabile: vale a dire che ha lo scopo di sostenere la bombola e modificarne l’assetto.
- Pinne e Zavorra: le pinne servono come mezzo di propulsione, mentre le zavorre serve ad annullare la spinta data dal corpo durante l’immersione.
Questi sono tutti attrezzi necessari, innanzitutto, per un divertimento unico ma, anche e soprattutto per diventare sub. A dare un tocco in più alla mia esperienza da sub per un giorno è stato il viaggio che mi ha portato al’immersione: la barca a vela. Leggi della mia vacanza in barca a vela.
Vacanze in Salento, il borgo di Specchia: uno dei Cento Borghi più belli d’Italia
Tra lo Ionio e l’Adriatico, in uno dei punti più caratteristici del Salento, si trova il borgo di Specchia inserito nella lista dei cento borghi più belli d’Italia, una piacevole scoperta.
Per il nostro viaggio di nozze abbiamo scelto il Salento. La nostra meta era Leuca ma, durante il viaggio di andata, viaggiando in auto, quasi per caso, ci siamo fermati a Specchia.
Il borgo di Specchia è un piccolo comune della provincia di Lecce. La sua caratteristica è che è tanto piccolo quanto interessante e vogliamo parlarvene.
Il piccolo centro deve il suo nome ai cumuli di pietre che ancora si vedono nei dintorni che, utilizzati come torri di avvistamento e di difesa, erano chiamati ‘specchia’.
Specchia conserva gelosamente lo stile medioevale con il quale fu costruito tra il Quattrocento e il Seicento e che lo rende ricco di atmosfere di un tempo passato.
Girando per il centro storico si apprezzano le piccole vie strette che vedono l’aprirsi di scenografiche scalinate che si inerpicano fino alla parte più elevata del borgo da dove, una volta giunti, si potrà ammirare lo stupendo paesaggio della pianura salentina.
Soggiornando nel Salento in hotel, è consigliabile prevedere una escursione alla scoperta di Specchia per immergersi in un viaggio all’indietro nei secoli.
In alcuni punti del borgo si potranno vedere ancora i resti delle antiche mura che proteggevano il nucleo originale che era sorto nelle immediate vicinanze del castello.
Il fulcro di Specchia è Piazza del Popolo, vero salotto cittadino dove si ergono i palazzi più importanti come il cinquecentesco Palazzo Risolo e la quattrocentesca chiesa della Presentazione della Beata Vergine Maria nonché il portico del Palazzo Baronale Ripa.
Se la Chiesa Madre è la più importante, non si possono non segnalare la chiesa dei Francescani Neri per via degli affreschi che impreziosiscono la Cappella di Santa Caterina Martina e la Cripta all’interno di una roccia e caratterizzata da ben 36 colonnine scavate direttamente nella pietra.
Da vedere anche Santa Eufemia in tipico stile bizantino e risalente al IX o X secolo, ottimamente conservata.
Altra scoperta che si può fare visitando l’antico borgo sono i suoi frantoi ipogei che sono scavati direttamente nella roccia tra il XVI e XIX secolo. I frantoi erano un elemento necessario per ricavare olio d’oliva e furono scavati sottoterra perché il costo di uno scavo era minore di quello per la costruzione e per la ragione che l’olio veniva mantenuto ad una temperatura costante di venti gradi che rendeva facile la separazione della santina dall’olio vero.
Tutti i frantoi ipogei hanno l’imboccatura posizionata a meridione per proteggersi dal vento di tramontana.
Inoltre, il Salento non offre solo bellissimi borghi medievali e città d’arte, lodevole è anche il suo mare. Per questa ragione, così come abbiamo fatto noi, vi consigliamo vivamente di soggiornare presso il Salento Hotel, una struttura che si trova a metà tra il mare e la città. L’hotel dista una decina di km dal mare e pochi minuti di macchina dal borgo, ovvero, non troppo vicino al caos marittimo ma neppure lontano ed isolato. Viaggiando in auto risulta essere il punto d’appoggio ideale per godere di luoghi così magici e così belli da meritare l’appellativo di ‘le Maldive d’Italia’, e non solo.
Dopo questa piccola deviazione di circa 24 ore, siamo ripartiti alla volta di Leuca ed abbiamo proseguito il nostro viaggio di nozze così come da programma ma, per fare una confessione, questa deviazione è stata veramente una piacevole scoperta!
B.B.
Il mio trapianto di capelli in Turchia
L’esplosione degli ultimi anni del turismo medico in Turchia legato al trapianto di capelli ha dei numeri sconvolgenti: ogni anno circa 100.000 persone, secondo i dati forniti dal governo, si recano nel paese per eseguire interventi di trapianto di capelli a prezzi davvero imbattibili rispetto a quelli delle cliniche europee. Di seguito, ecco le ragioni della mia scelta.
I numeri del fenomeno
Dopo una lunga meditazione, ho deciso di recarmi in Turchia per eseguire un intervento di trapianto di capelli. Ne avevo sentito parlare e dopo qualche ricerca ho scoperto che moltissimi europei hanno già eseguito l’operazione con successo! I numeri sono davvero elevati: si parla di quasi cinquemila interventi al mese, con un giro di affari che ha superato il miliardo di dollari nel 2014. Addirittura, esistono molte agenzie che offrono pacchetti turistici specializzati, con volo albergo e clinica, oltre al giro turistico delle mete tradizionali, per chi lo desidera. Al riguardo, il sito web dal quale ho trovato tutte le informazioni che cercavo è www.blogcalvizie.it/trapianto-di-capelli-in-turchia/, ne consiglio una visita perché è risultato, per me, fondamentale nella decisione. Ma quali sono le ragioni del boom del trapianto di capelli in Turchia?
Una prima spiegazione è legata alle tecniche innovative che vengono utilizzate in questo paese: il metodo si chiama Fue (acronimo inglese per Follicular Unit Extraction, ossia estrazione di unità follicolare) e consiste nell’estrarre quattromila follicoli dalla parte inferiore del capo, che normalmente anche nelle persone calve è ancora dotata di molti bulbi attivi.
Interventi economici
A dire la verità, la ragione principale che mi ha spinto, insieme a molti altri uomini vittima del problema della calvizie, a recarmi in Turchia per un trapianto di capelli, è legata ai costi bassissimi per questo tipo di intervento. Infatti, qui il prezzo medio per intervento varia dai 1700 ai 2000 dollari, contro i 25.000 che vengono richiesti per operare un trapianto della stessa quantità di follicoli in Gran Bretagna o negli Stati Uniti.
Da questo punto di vista, la convenienza è davvero sconvolgente: in media, infatti, in Europa il costo per un trapianto di soli 2.000 follicoli (la metà di quelli che vengono trattati in Turchia) si aggira intorno agli 8.000 euro.
Trapianto di capelli in Turchia: è sicuro ed efficace?
In realtà la risposta a questa domanda può essere semplicemente si! In Turchia il livello della sanità è generalmente molto alto e, sebbene il paese sia oggi interessato da un calo del turismo dovuto alla recente crisi politica, la sicurezza dei pazienti che vi si recano per operazioni al cuoio capelluto è assicurata da standard ancora elevatissimi.
La mia esperienza in proposito è stata davvero ottima: locali pulitissimi e all’avanguardia, personale medico e paramedico cordiale e attento, pacchetto hotel e volo molto conveniente.
Per quanto riguarda l’efficacia dell’operazione di trapianto di capelli, questa è senz’altro positiva: l’intervento produce dei risultati stabili e duraturi. Al più, ho dovuto sopportare una serie di fastidi nella fase post-operatoria: mi è stato consigliato di stare a riposo per un mese, di evitare l’attività fisica, di stare attento a non sfregare la testa con berretti o altri indumenti; inoltre, il medico che ha eseguito l’intervento mi ha anche consigliato uno shampoo speciale per trattare la cute ove questa si infiammasse. Superata questa fase, i primi risultati erano visibili già dopo qualche settimana e oggi, ad un anno dall’operazione, posso finalmente godermi la mia nuova capigliatura!









